A cosa si fa riferimento quando si parla di bleisure? | Digital Strategy Turismo
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2 Ottobre 2019

A cosa si fa riferimento quando si parla di bleisure?

Il termine bleisure deriva dall’unione delle parole business + leisure e sta ad indicare quel tipo di viaggio che prevede la commistione tra lavoro e piacere.

Il viaggiatore business è colui che si sposta per lavoro, che sceglie la destinazione in base alla necessità professionale.
Se ci pensi non si tratta di una vera e propria scelta. Si va in un determinato posto, perché è proprio lì che si deve andare, dove lo richiede il lavoro. Per seguire un corso di formazione, per incontrare un cliente o un fornitore.

Il viaggiatore leisure è invece colui che si sposta per piacere, per svago, per una vacanza più o meno lunga. Può essere il weekend fuori porta, il viaggio in occasione delle vacanze estive o un tour enogastronomico. Lo spostamento è dettato dal desiderio di uscire dalla routine, dalla voglia di scoprire e di vivere un’esperienza.

Entrambe le tipologie di viaggiatori hanno delle caratteristiche specifiche, che è necessario conoscere per soddisfarne pienamente le esigenze.

Generalmente chi viaggia per lavoro cerca una struttura comoda da raggiungere, in prossimità del luogo oggetto della trasferta, collegamenti con stazioni e aeroporti, possibilmente in una zona centrale che gli consenta di visitare il luogo (qui emerge proprio il concetto di bleisure!), connessione wifi, camera silenziosa e colazione inclusa! Servizio snello e veloce, soprattutto per le pratiche di check-in e check-out.
Coloro che viaggiano per piacere, a seconda che si spostino in compagnia, coppia o famiglia, avranno delle esigenze molto diverse tra loro. Se si hanno dei bambini ci si orienterà verso un family hotel o un hotel pet friendly se si ha la necessità di portare con sé i propri amici a quattro zampe.

Il bleisure accoglie in sé questi due mondi per permettere ai viaggiatori (a volte in modo del tutto inconsapevole) di fondere un momento di piacere con il business.
Il turismo bleisure è ormai una realtà e gli operatori del settore devono attivarsi per offrire risposte specifiche a questa nuova tipologia di viaggiatori.

Ci sono alcuni dati interessanti che rivelano l’abitudine ad anticipare o a prolungare il viaggio di lavoro per scoprire la destinazione. I viaggiatori bleisure sono mediamente 1 su 5 e sono accomunati dalla voglia di visitare luoghi in cui non sono mai stati, a volte coinvolgendo anche la famiglia.

L’analisi del fenomeno rivela inoltre che unire il piacere al business, quando si parla di viaggio, migliori la qualità stessa del lavoro e di conseguenza abbia un impatto positivo sulle performance.

Viceversa chi viaggia per piacere, trova inevitabilmente nei luoghi e nelle persone, spunti per accrescere la propria professionalità.

La visita di una mostra, una passeggiata per le strade osservando le vetrine dei negozi, il contatto con nuove culture e la scoperta delle tradizioni locali.
Durante ogni viaggio e molto spesso senza neanche rendermene conto, riesco sempre a trovare spunti da applicare poi nel mio business o in quello dei clienti.

Trovo un totem mentre sono in attesa all’aeroporto e cerco di capire come hanno formulato le domande ai clienti, quante persone si fermano per lasciare il proprio feedback e così via.

E tu, sei un viaggiatore bleisure? 😉

 

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